
L’edizione 2011 de Le Verdi Stanze sposta l’attenzione verso il tema dell’esotismo botanico nei giardini salentini tra Otto e Novecento.
E’ proprio l’Ottocento, infatti, il secolo che manifesta maggiormente la passione per la raccolta e l’acclimatazione delle piante esotiche.
In Inghilterra, questo fenomeno venne facilitato dalla invenzione di piccole serre portatili che consentivano di importare in Europa un numero molto maggiore di varietà botaniche provenienti da ogni parte del mondo.
Questa “moda” non risparmia l’Italia, nel nostro caso la Puglia, che dai primi decenni dell’Ottocento smette di relegare la pianta esotica all’ambiente della serra in muratura e la diffonde e promuove nei giardini grazie agli sforzi della Società Economica di Terra d’Otranto e alla diffusione di semi e piante coltivate nei vivai dell’Orto botanico e del Giardino Pubblico di Lecce.
Questo fattore, associato ad un utilizzo sempre maggiore delle serre, portò ad una vera e propria passione che finì per caratterizzare i giardini con una diffusione irrazionale di piante, fiori e arbusti esotici.
L’intento delle visite di quest’anno è proporre dei giardini in cui l’utilizzo di piante esotiche risulta particolarmente equilibrato, cosa che non è possibile dire, purtroppo, di molti giardini attuali poiché
oggi sembrano avere la meglio quei giardini che riportano uno stile Holliwoodiano: prati improbabili, siepi di palme di ogni genere tempestano i nostri paesaggi!
Villa Carrelli a Lecce, il giardino di Castello Winspeare a Depressa, frazione di Tricase e Villa Episcopo a Poggiardo, sono tra gli esempi più esplicativi di un impiego corretto ed equilibrato delle esotiche in giardino.
Oltre a mostrare questi validi esempi di composizione di essenze autoctone ed esotiche, vorremmo creare degli spunti di riflessione sulla riscoperta del giardino come “prosecuzione del paesaggio” e non come suo stravolgimento.




